Passa ai contenuti principali

Il simbolo e le origini

 La possibilità di rappresentare uno spazio tridimensionale o comunque ingannare il nostro cervello con immagini difficilmente interepretabili ha sempre destato un grande interesse nell'uomo.

Solo nel Rinascimento con l'invenzione della prospettiva centrale, dipendente da precise leggi scientifico-matematiche, si riescono a sviluppare delle regole solide per delle rappresentazioni in profondità.

Esperimenti di questo tipo risalgono però anche ai Greci. I loro templi, con la lieve inclinazione delle colonne e della trabeazione verso l'interno, con il rigonfiamento della colonna a circa due terzi d'altezza per sottrarsi alla deformazione prospettica, cercavano di ingannare l'occhio umano per far sembrare la struttura più imponente e decisa.

Anche gli affreschi romani, di cui purtroppo ci rimangono ben poche rappresentazioni, cercarono di rappresentare la realtà come la vedevano, in prospettiva, camuffando simpaticamente gli errori prospettici con foglie di fico o ghirlande in primo piano.

L'interesse dell'uomo nel ricreare la realtà in prospettiva per sentirsene partecipe è un simbolo che continua a coinvolgerlo intrinsacamente anche ai giorni d'oggi.

Commenti

Post popolari in questo blog

La chimica e gli strumenti scientifici

Come ben sappiamo, l' ingegno dello stereoscopio sta proprio nella sua semplicità . Non aggiunge nessun componente rivoluzionario alla società, nessuna nuova scoperta sensazionale. Le uniche reazioni chimiche che utilizza sono quelle del nostro cervello , di come il nostro sistema nervoso interpreti gli stimoli visivi percepiti dai nostri occhi. Se vogliamo proprio dirla tutta, se ne prende gioco di queste reazioni chimiche, ingannandole. Non sottovalutiamo però i componenti fondamentali di questo strumento che lo rendono capace di "prendere in giro" un sistema complesso come il nostro cervello. Il primo è il vetro , il sistema di specchi di cui abbiamo tanto parlato. Come raccontato anche durante la mostra  "Un sistema periodico da Amedeo Avogadro a Primo Levi" , il vetro è sempre stato complice di un numero quasi inquantificabile di scoperte e innovazioni. Il secondo è sicuramente la fotografia . Lo sviluppo fotografico , alla base di ogni foto e fotogr...

In numeri

Quali sono i numeri dello stereoscopio? Fermandoci alle caratteristiche tecniche dello strumento, come trattato in questo articolo , potremmo dire che il nostro numero per eccellenza sia il 2 . Come abbiamo visto successivamente però, lo stereoscopio fu uno strumento di enorme fama a cavallo dell'Ottocento e Novecento. A questa fama infatti si sono legati numeri enormi , come i 300.000 stereoscopi prodotti dalla Underwood & Underwood annualmente e le loro 25.000 stereoscopie stampate al giorno. Personalmente ci assocerei il numero 8 che, messo per orizzontale, evidenzia le infinite possibilità su cui questo oggetto ci ha fatto affacciare.

Il manuale d'uso

  Prima di discutere il funzionamento dello stereoscopio, è necessario ricordare come funziona il processo di acquisizione di un’immagine nel cervello . Ognuno dei due occhi trasmette al cervello un’immagine, con un’ angolatura leggermente diversa dall’altro. Il cervello poi confronta la due immagini ed elabora la distanza tra il punto di osservazione e l’oggetto. Lo stereoscopio sfrutta questo meccanismo artificialmente . Vengono infatti utilizzate fotocamere a due obiettivi , che riprendono due distinte immagini di un soggetto alla stessa distanza degli occhi umani. La coppia di immagini può poi essere osservata attraverso l’utilizzo di uno stereoscopio, ottenendo una simulazione della tridimensionalità . Lo stereoscopio è infatti composto dalle due immagini , sposte lateralmente, a destra e a sinistra dell'osservatore, mentre due specchi a 45° le riflettono in direzione dell'osservatore, che, posto a una distanza adeguata dagli specchi, potrà osservare le due immagini...